04 mar. 2024

Saldamente sulle nuvole

In libreria il mio nuovo libro: la biografia di Mimmo Jodice

Questo libro nasce dalle splendide e intense conversazioni intrecciate con Mimmo e Angela Jodice, intorno al tavolo di cristallo dello studio di Posillipo, circondati dai libri e dalle fotografie, illuminati da un’ampia finestra da cui fa capolino il mare. In quasi due anni di lavoro, ho avuto infatti lo straordinario privilegio di ascoltare i ricordi di un grande maestro: l’infanzia infelice, la guerra, l’amore indissolubile che lo unisce ad Angela, i figli, gli amici numerosi e sempre presenti, gli entusiasmi e gli avvilimenti, le gioie e i dolori dell’esistenza.

Una vita da romanzo in cui le vicende sono tenute insieme da un filo solidissimo che, nel caso di Mimmo, è un daimon ineludibile, destino e vocazione: la fotografia.

Più potente di tutte le contingenze della vita, più coriacea di ogni attacco della sorte, la forza d’attrazione per la macchina fotografica si dimostra fondamentale e necessaria a partire da un primo incontro fatale avvenuto in gioventù. Fu un regalo inatteso, un ingranditore. Consegna fatidica trasmessagli in dono dal padre di un suo amico scomparso prematuramente.

Durante i nostri periodici incontri, dalle scatole piene di foto e dagli album di famiglia, dalle pile di lettere e dai documenti, dagli inviti delle mostre e dalle prime edizioni delle sue pubblicazioni, le memorie hanno preso a risuonare, gli eventi a riecheggiare per essere, poi, consegnati a queste pagine.

Il testo consente, allora, un viaggio nel tempo attraverso la vicenda personale e artistica di Mimmo Jodice, alla quale si interseca la storia culturale italiana e internazionale a partire dalla fine degli Sessanta - periodo in cui Mimmo decide di dedicarsi esclusivamente alla fotografia - fino ad oggi.

Di anno in anno, di decennio in decennio, in controluce, palese o nascosta, nel racconto è sempre possibile riconoscere Napoli, città natale e camera delle meraviglie che dà l’imprimitura essenziale alla poetica del grande maestro.

Nelle sue narrazioni la vita si mescola all’opera. Allo stesso modo, nel libro le vicende biografiche, corredate dalle foto provenienti dall’archivio di famiglia, si alternano alle immagini realizzate da Mimmo e segnalate, in questa edizione, da un fondo grigio a richiamare il colore delle pareti che sempre caratterizza gli allestimenti delle sue mostre.

Molte tra le sue immagini, insieme alle descrizioni dell’autore, provengono dalla selezione progettata per “La camera incantata”, testo realizzato insieme nel 2013, sempre per Contrasto.

E se il primo libro, nel titolo, prendeva in prestito il nome di un celebre quadro di Carlo Carrà per designare la camera oscura, la stanza incantata di Mimmo Jodice, l'attuale rende invece omaggio a un’espressione con cui Ennio Flaiano chiudeva l’introduzione all’opera di Paolo Uccello: “L’arte è un modo di tenere i piedi poggiati saldamente sulle nuvole”.

Il titolo stavolta si è imposto da sé per una particolare circostanza.

Un pomeriggio, scartabellando insieme tra le centinaia di foto da selezionare per questo testo, è emersa un’immagine di Mimmo al lavoro abbarbicato su un ponteggio, in piedi, in equilibrio, con la macchina fotografica, pronto a realizzare uno scatto. Sul retro della foto, con il pennarello rosso, di suo pugno aveva scritto tempo addietro - quasi come una didascalia - il pensiero ossimorico di Flaiano che nella sua profondità corrisponde, in parole, al più fedele dei ritratti della sua persona. “Mi piacerebbe inserire questa frase nel libro”. Ha esclamato sgranando i grandi occhi azzurri pieni di stupore. E così è stato.

Isabella Pedicini 2024
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